Alla scoperta di Lanzarote

Alla scoperta di Lanzarote l’isola più nord-orientale dell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie.

Alla scoperta di Lanzarote: è il tema di questo focus on quasi interamente dedicato al meraviglioso audiovisivo da Mauro Tondelli.

Furono nella notte dei tempi le isole di Vulcano patrono dei mestieri alle fornaci, sono state molto dopo la terra del fuoco e dei ghiacci – l’Islanda – ancora l’arcipelago delle Eolie e per ultima l’isola di Lanzarote nel gruppo delle Canarie; quale destino mai mi porta sui punti ove il nostro pianeta ha la pelle più sottile e giovane? Me, che invero avrei predilezione per i luoghi elevati che ne sembrerebbero invece i duri ispessimenti epidermici.

Mi piace credere che sia per rimbalzarmi tra i due fuochi dell’ellisse: da un lato accostare l’immaterialità e la spiritualità siderale, dall’altro il ribollente e profondissimo tumulto del bruciante cuore.

Dell’ultimo viaggio alla scoperta di Lanzarote non saprei tracciare un racconto d’itinerario, sono state tali e tante le cose vedute con l’entusiasta ed esperta guida di chi m’ospitava che alla fine credo d’aver raccolto piuttosto un racconto emotivo. Avvinto da una natura insolita, di forze immani e di pervicacia gentile: di colate laviche duramente impuntate contro la comprensione e di licheni od arbusti bastevoli dell’umidore salso e notturno; di oceano in ondate fragorose che fracassano contro il basalto e di gamberetti traslucidi, leggeri come pieghe di luce nell’acqua cristallina; di caverne scure e riflesse in laghi salmastri abitati da bianchi granchietti risaliti dagli abissi.

La stessa pervicacia gentile si trova infusa nelle genti: c’è un muro accuratamente eretto di nere pietre ed una profonda buca scavata nel franoso picón – la sonora graniglia lavica – per ogni ceppo di vite; ci sono le cantine studiate nelle bolle magmatiche; gli alberi del pepe e le bouganville ad ombreggiar le case di calce bianca… E su tutto la memoria dell’illuminato consigliere che avvisò di non svalutare e svendere la tradizione.

Con le fotografie e con i suoni – non appena possibile gli stessi che udii durante il viaggio, o v’erano concepiti per connotare l’esperienza – ho realizzato alcuni audiovisivi che ho presentato mercoledì 29 maggio.

Mauro (www.scattolento.net)

FOTO IN FUGA Fotoclub
Alla scoperta di Lanzarote

Mauro Tondelli

Fotografo senza dichiarazioni d’intenti dal tempo antico in cui ne subii l’inconsapevole equivalenza a vedere almeno quattro volte: la consueta, la creativa, la valutativa e la contemplativa; è recente ed azzardata invece la speranza che mi sfiora e che fin qui mi ha accompagnato: riverberare attraverso le immagini un barlume dell’incanto.

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Galleria fotografica “Alla scoperta di Lanzarote”

Foto di Mauro Tondelli ©

Questa galleria d’immagini può restituire solo in parte le emozioni, degli audiovisivi realizzati da Mauro Tondelli in ben due mesi di lavoro. A Mauro va il nostro ringraziamento per aver condiviso con noi il suo bellissimo viaggio alla scoperta di Lanzarote, ma soprattutto il nostro plauso per il maestoso lavoro fotografico e audiovisivo.

Spiaggia di Famara

Rivolta a Nord-Ovest sul perimetro di Lanzarote si estende per oltre cinque chilometri di sabbia dorata. Tutelata dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Chinijo, questa località fa mostra di tutta la sua bellezza con la bassa marea, quando l’acqua si risacca pennella un sottile velo sulla sabbia compatta riflettendo il cielo ed i monti come in un enorme specchio. Se la marea coincide con il crepuscolo, il visitatore ha la possibilità di ammirare uno scenario fra i più affascinanti delle isole Canarie.
Famara è apprezzata altresì per la pratica del surf.

Mirador del Rio

A Nord di Lanzarote, il belvedere del Río è un punto panoramico alla sommità di una rupe torreggiante. Sito magistralmente rimaneggiato dall’arch. C. Manrique dall’originario avamposto d’avvistamento, dalle sue terrazze si osservano i tre piccoli isolotti dell’arcipelago Chinijo, separati dall’isola maggiore dallo stretto braccio di mare che motiva il toponimo.
Il maggiore e più vicino è La Graciosa, affioramento che vanta perfetti rilievi vulcanici ed una particolare stratificazione di colate ocra e beige. L’insieme delle isole, il mare, l’orizzonte vastissimo e l’altezza del dirupo dal quale ci si affaccia infondono sensazioni di respiro estatico e di libertà.

Ermita de las Nieves

Alto picco sulla spiaggia di Famara, la salita sul Risco vale l’avventura della strada tortuosa; da Teguise verso Harìa valicato il crinale si scorge il parco eolico di Lanzarote e proseguendo determinati s’arriva infine alla cappella “Ermita de las Nieves”.
La leggenda narra che la piccola chiesa sia dedicata alla Vergine accogliente le suppliche affinché nevichi. Tuttavia la probabilità che la neve possa manifestarsi a Lanzarote è talmente remota che le preghiere si profondono anche per la pioggia, essenziale per l’agricoltura nel Nord dell’isola.

Teguise

È il comune maggiore dell’isola. Antico capoluogo di Lanzarote dalla prima metà del secolo XV fino alla seconda metà del secolo XIX (anno 1852), allorché venne scelto il nuovo capoluogo Arrecife. La Villa de Teguise fu il primo importante insediamento civile ed urbano delle Canarie, ebbe trascorsi di città nobile e signorile, dapprima con la dinastia Bethencourt e quindi con il casato Herrera.

San Bartolomé

Abitato e territorio suddiviso fra una zona Nord dedita all’agricoltura orticola ed un’area a Sud invece drammaticamente trasformata dalle eruzioni vulcaniche degli anni 1730÷1736 e più votata alla viticoltura. Là, lasciarsi tentare dall’ombra ventilata di una pergola, da un calice di malvasía di un’eccellente Cantina assaporato in amicizia, perdendo la nozione del tempo; e pensare, “qui potrei invecchiare…”.

Mancha Blanca

Quieto villaggio agricolo e frazione del comune di Tinajo con all’intorno molti coni vulcanici che hanno minacciato distruzione anche nel recente (ultima eruzione nel 1824). Vi sorge la chiesa della Madonna Addolorata, tardivo adempimento ad un voto espresso dalla popolazione per l’intercessione divina allorché arrestò una colata lavica (anno 1736) innanzi alla statua della Vergine portata in processione. A metà Settembre vi si svolgono grandi e partecipati festeggiamenti.

Tenasar

Un villaggio di pescatori arroccato alla scogliera nel mezzo della costa Nord-Ovest dell’isola di Lanzarote. Il suo profilo è incastonato fra le sterili rocce vulcaniche e l’impeto dell’oceano che percuote la costa con il suo lungo e malinconico mugghiare. Nero, bianco, blu.
Questi i colori che pennellano il suo quadro. Ma tutto, a parte il perpetuo infrangersi delle onde, il perpetuo ulular del vento, è silenzio. Del paese altro non resta che un grumo di casette bianche graziate dalle eruzioni vulcaniche, la strada che conduce fin là, e che Là va a morire, solo da poco tempo è stata resa nuovamente accessibile. E percorrerla è come dirigersi verso la fine del mondo.

Volcàn El Cuervo

Ubicato tra il Parco Nazionale di Timanfaya e l’area protetta de La Geria, è un piccolo cratere visitato da turisti e residenti che impressiona per la bellezza e la varietà delle rocce. L’escursione al Cuervo è breve e di modesta difficoltà, un sentiero che si è tenuti a non abbandonare percorre il periplo dell’edificio vulcanico e da un lato esploso entra fino alla base della caldera. I colori battagliano armonicamente, rossi ossidi ferrosi, gialli solforosi, grigi azzurri delle trachiti e brillanti gemme d’olivina.
Secondo la storia vulcanologica dell’isola, El Cuervo fu il primo vulcano ad attivarsi durante le eruzioni di Timanfaya, nell’anno 1730.

Fundación Cesar Manrique

Casa-museo dedicata all’artista e che riutilizza un’originale abitazione ch’egli stesso, di ritorno dal periodo newyorkese, disegnò e plasmò sfruttando la convergenza di alcune grandi bolle magmatiche aperte verso il cielo nel comune di Tahíche. In un affascinante compenetrarsi di ambienti edificati e naturali, qui ombrosi e protetti, là aperti sul tremolante orizzonte del mare di lava. Un’opera emblematica della filosofia di Manrique all’origine della conservazione ambientale ed identitaria che ancora preserva l’incanto di Lanzarote.

Timanfaya

I paesaggi di Lanzarote sono tanto imponenti quanto peculiari. E gran parte di questo fascino deriva dall’età giovanissima della terra. Il Parco Nazionale di Timanfaya, l’unico parco nazionale spagnolo dal carattere eminentemente geologico, ne tutela la poderosa espressione risultante dalle eruzioni vulcaniche avvenute tra il 1730 e il 1736, poi ancora nel 1824. L’assenza di vegetazione, l’estrema rugosità delle forme, i pinnacoli arditi, i crateri, gli scoscendimenti ed i crepacci, la varietà stupefacente dei colori, tutto concorre alla straordinaria bellezza di Timanfaya.
Visitabile a mezzo di un tour in pullman, si compie in poco meno di un’ora un viaggio che taluni definiscono “lunare”, ma che io direi persino “marziano”. Peccato però – soprattutto per chi abbia vera inclinazione per la fotografia e rispettosa passione per l’ambiente – che non siano contemplati altri modi per corroborare l’esperienza.

El Golfo

Al termine delle eruzioni del Timanfaya, nell’area oggi nota come El Golfo, un basso cratere collassò per la sua parte occidentale nell’oceano, lasciando un anfiteatro aperto verso il mare al cui interno affiorò per strette fessurazioni sotterranee l’acqua marina che costituì lo splendido lago oggi visibile, separato da una spiaggia di sabbia scura dall’oceano. Il colore smeraldino della laguna (da cui il nome Charco Verde) è conseguenza della presenza di organismi vegetali che vi vivono in sospensione.

Un secondo nome – Charco de los Clicos – deriva invece da una specie di molluschi commestibili oggi estinti.

La Graciosa

Una piccola ed incantevole isola a Nord di Lanzarote separata da uno stretto braccio di mare. Sua caratteristica è quella di affiancare aree di lapilli vulcanici rosso-bruni, scure rocce basaltiche e sabbie ocra depositate dai venti sahariani; colori caldi e morbidi assediati dalle tonalità fredde del cielo e del mare, dal blu di Prussia al verde veronese.
Sono eccellenti i tracciati che permettono di visitarla a piedi.

Jameos del Agua

Ambiente e cultura in una grande navata naturale sotterranea con le estremità aperte, un “oculo” quasi mistico che accoglie la luce nell’ombra ed il fondo allagato da una profonda, cristallina e placida acqua azzurra e salmastra; unico e preziosissimo biotopo dell’endemico crostaceo albino e cieco Munidopsis Polymorpha (nelle mie fotografie i minuscoli punti chiari nell’acqua). Il sito ed i dintorni sono stati rimaneggiati dall’estro di C. Manrique, sicché la visita si distende fra i giardini digradanti, il boschetto di palme, il piccolo lago artificiale, l’auditorium dalle sonorità “rocciose” ricavato in una caverna ed un museo vulcanologico.

Cueva de los Verdes

Un vasto complesso di condotti lavici ipogei risalenti all’eruzione del vulcano di Monte Corona avvenuta circa 5000 anni addietro, esteso per circa sei chilometri e probabilmente protratto per altri due sottomarini, si articola in due gallerie principali sovrapposte e svariati cunicoli labirintici costituendo una delle caverne più grandi d’Europa e fors’anche di tutto il mondo. In antico questo recesso venne utilizzato come rifugio nel quale nascondersi durante le incursioni piratesche o nell’alternanza dei conquistatori; anche in questo sito è stato ricavato un auditorium – con la capienza per ospitare circa mille persone – e dall’acustica pregevole, risonanza che si ritiene favorita dalla lunghezza del “Tunnel di Atlantide”.
È controversa la sensazione che suscita nei visitatori, chi avesse attesa delle pazienti cesellature del carsismo, le stalattiti, le stalagmiti, i veli ed i merletti che l’acqua sa magistralmente modellare con il carbonato di calcio ne sarà deluso, chi invece percepirà le ustioni e l’afrore del magma che da lì si riversò ne sarà entusiasta.

Montaña de Tinaguache

Un modesto (241 m s.l.m.), ma ben disegnato cono vulcanico nell’immediato entroterra di Costa Teguise, facilmente raggiungibile e salibile con vari sentieri si affaccia verso Est offrendo un eccellente pulpito dal quale ammirare l’alba.

La Geria

Il suo nume tutelare è per Lanzarote quel che sono i genius loci del Monferrato o della Franciacorta per l’Italia; custodi di terre a spiccata vocazione viticola. Ma come può l’arida isola canaria produrre i suoi eccellenti vini bianchi, minerali e dolci? La risposta è nella ‘Geria’, la buca conica scavata in strati naturali di lapillo
vulcanico per qualche metro di profondità, con al centro il vitigno ed al bordo un muretto di rocce sapientemente posizionate a mezza luna sopravento. Fila dopo fila, queste perfette cavità colorate di verde, ocra e nero creano un paesaggio unico al mondo, che ha contribuito a giustificare l’elezione di Lanzarote a Riserva della Biosfera da parte dell’UNESCO.

Costa de Papagayo

Incantevole tratto di litorale a Sud di Lanzarote che alterna spiagge dorate di sabbia finissima ad alte scogliere strapiombanti che riparano da ondate e raffiche di vento; meritatamente apprezzata per la balneazione nelle acque cristalline e turchesi, questa frastagliata costa rientra in un’area protetta per la quale è prevista una modesta tassa di accesso quando si utilizzino i mezzi motorizzati.

Los Hervideros

Antri e condotti lavici immobilizzati nel litigio con l’oceano al termine delle eruzioni e da allora incessantemente tormentati dalle mareggiate. Un luogo impressionante dove assistere all’esplodere delle forze, dove con il mare particolarmente agitato si ha quasi la sensazione di trovarsi al cospetto d’una sorta di “vulcano d’acqua” in piena attività.

Costa Teguise

Situata nella parte orientale di Lanzarote, poco a Nord di Arrecife, Costa Teguise è una cittadina turistica di primo livello che offre molti servizi, attrazioni ed attività. Le sue spiagge rivestono uno degli aspetti più interessanti di questa località ed attraggono visitatori da tutta l’isola, ma altri sport, dal windsurf, al golf, alla pesca d’altura, al diving od il più quieto snorkeling sanno soddisfare i più. Nel centro del paese, riurbanizzato secondo la concezione di C. Manrique, operano molteplici negozi, di souvenir e di prodotti alimentari in un brulicare di caffetterie.

Arrecife

La vivace ed ospitale capitale di Lanzarote offre ai viaggiatori un’immagine completamente diversa dell’isola, se la si paragoni alle località più turistiche come Puerto del Carmen o Playa Blanca. Similmente a molti centri delle Isole Canarie, anche questa città si è evoluta da un modesto villaggio marinaresco e ne conserva lo spirito.
Fra le sue note interessanti si annoverano El Charco de San Gines, una laguna d’acqua salata nel centro cittadino contornata dalle tradizionali case dei pescatori; per gli appassionati della storia, La Casa de Los Arroyo che ospita il Centro Scientifico Blas Cabrera ed il Castello di San Jose ove ha sede il Museo Internazionale d’Arte Contemporanea. Il profilo di Arrecife è interrotto dalla costruzione più elevata di Lanzarote: il Grand Hotel, avendone la possibilità varrà la pena di sorseggiare qualcosa all’ultimo piano dell’edificio, da dove rivolgere uno sguardo inusitato sulla città e sul mare. Arrecife è altresì scalo aeroportuale dell’isola di Lanzarote.